Lo sbiancamento dell’ano è una pratica abbastanza discussa: se ne parla poco per via del fattore privacy, e in tanti la additano come una procedura rischiosa.
Non a caso si tratta di un argomento piuttosto controverso, sul quale esistono più ombre che luci. Il nostro scopo, oggi, è chiarire quante di queste voci sono vere e quali sono (e se esistono) i pericoli dello sbiancamento anale.
Lo faremo illustrandoti per filo e per segno i possibili effetti collaterali di questi trattamenti, indicando anche le sostanze assolutamente da evitare. Ovviamente andremo a studiare anche quelle metodologie che, invece, non comportano alcun rischio per l’individuo.
Pericoli dello sbiancamento anale
Certi prodotti, usati comunemente presso i saloni di bellezza, possono causare notevoli controindicazioni alle persone che li usano. Questo rende lo sbiancamento della zona rettale un’operazione certamente dotata di un elevato grado di pericolo.
Poi è ovvio che questo discorso vale esclusivamente per quei prodotti contenenti certe sostanze chimiche. Viceversa, le creme naturali per lo schiarimento anale comela crema per lo sbiancamento anale Star White sono sicure in quanto la loro formula non include nessuna di queste sostanze.
Si inizia sottolineando le possibili reazioni cutanee, per via della sensibilità della zona. Anche le infezioni rappresentano un possibile rischio legato all’uso di questi prodotti chimici. Infine, persino certe pratiche per lo sbiancamento adottate presso le cliniche specialistiche che di solito hanno un certo costo possono avere delle controindicazioni. Per i dettagli leggi anche il nostro articolo dedicato ai costi dello sbiancamento anale.
Nella fattispecie, si parla dei trattamenti con il laser e di quelli criogenici. Nel prosieguo dell’articolo, dunque, vedremo nel dettaglio ognuna di queste voci.
Le reazioni cutanee possibili
Si comincia da uno dei rischi più probabili, quando si approccia lo sbiancamento della zona anale usando i prodotti a base di elementi chimici. Si parla delle potenziali reazioni cutanee al suddetto trattamento. Questo per via del fatto che la cute della zona rettale presenta una serie di mucose molto sensibili e delicate.
Queste parti si dimostrano particolarmente suscettibili se stressate con questi prodotti: come conseguenza potrebbero produrre varie irritazioni o reazioni allergiche nei confronti di un’ampia gamma di sostanze chimiche.
La maggior parte delle creme o formule per lo sbiancamento contengono, purtroppo, alcuni ingredienti potenzialmente tossici, dannosi o comunque non sicuri.
Questi elementi potrebbero sensibilizzare o addirittura ustionare la pelle nei dintorni dell’ano. Inoltre c’è il rischio che possano essere anche assorbiti, passando dalle mucose anali e provocando guai seri agli organi interni. Ne bastano quantità molto piccole, per correre questi pericoli.
Il risultato di tale contatto o assorbimento potrebbe portare a conseguenze molto nefaste. Ti basti pensare al semplice disagio provocato da un bruciore persistente o temporaneo, ma anche alle cicatrici da ustione permanenti.
Potresti anche ottenere un effetto inverso, per via di una reazione inconsulta della pelle al contatto con queste sostanze: a volte, la pelle dell’ano non si schiarisce ma si oscura ancor di più, per via del fenomeno dell’iper-pigmentazione. Fra l’altro, gli elementi chimici potrebbero anche portare alla combustione delle fibre dello sfintere, causando incontinenza anale.
Diffusione di infezioni ai genitali
I pericoli dello sbiancamento anale riguardano anche il rischio di contrarre un’infezione alle zone dei genitali. Questo accade per via dell’uso di questi prodotti in aree non sterili, e ciò avviene spesso quando si decide di provare il trattamento presso un salone di bellezza.
Si tratta di un pericolo (ampiamente evitabile) che può comportare l’infezione da virus quali l’herpes o altri agenti infettivi. In base a quanto visto finora, ti conviene sempre scegliere una crema naturale e procedere allo sbiancamento anale fai da te , dunque in un ambiente sicuro e pulito come casa tua.
Reazioni avverse ad agenti specifici
Come ti abbiamo detto poco sopra, il rischio legato all’uso di certi prodotti dipende sempre dalle sostanze in essi contenute.
Certi elementi chimici, difatti, possono portare alcune delle peggiori controindicazioni possibili. Quali sono questi elementi, e di cosa potrebbero essere responsabili?
- Idrochinone
Molte creme sbiancanti contengono idrochinone, un potente agente chimico fra l’altro vietato in molti paesi di tutto il mondo.
Nella fattispecie, l’idrochinone compare nella lista degli elementi chimici vietati anche in Europa, e l’Italia dunque non fa eccezione. Il suo forte potere sbiancante deriva dal fatto che inibisce l’enzima della tirosinasi.
Quest’ultimo viene dunque coinvolto in un’operazione che limita la produzione di melanina, andando a schiarire il colore della carnagione. Dal 2006 l’idrochinone è stato segnalato dalla FDA statunitense per via dei gravi effetti collaterali che provoca alla pelle. Attualmente sono in corso diversi studi per approfondire questo argomento molto delicato.
Quali sono i danni provocati dal contatto fra pelle e idrochinone? Questa sostanza è nota soprattutto in quanto causa l’ocronosi: una patologia che altera il catabolismo dell’enzima tirosinasi, causando la comparsa permanente di una sezione di pelle bluastra o nera. Inoltre, si sospetta che questa sostanza sia anche cancerogena.
Tuttavia, molte creme sbiancanti continuano a utilizzare questo elemento chimico, a dispetto del fatto che sia stato vietato. Prima di proseguire, è bene sottolineare gli altri problemi causati dall’uso di idrochinone. Si parla dell’inspessimento delle fibre di collagene nella pelle perianale: un fatto che provoca la comparsa di cute ruvida al tatto e dall’aspetto irregolare.
Oltre alle ustioni chimiche, l’idrochinone provoca anche la foto-sensibilizzazione, il che significa che aumenta la sensibilità della pelle alle scottature. Come se non bastasse già questo, in caso di esposizione ai raggi UV del sole la pelle rischierebbe di diventare ancor più scura (qui trovate uno articolo scinetifico).
L’arbutina è un altro ingrediente spesso presente nelle creme per lo sbiancamento anale. Conosciuto anche come estratto di uva ursina, l’arbutina viene spesso reclamizzata come ingrediente del tutto sicuro. In effetti è naturale, dato che viene ottenuta dalle foglie di una pianta nota appunto come uva ursina o come Arctostaphylos Uva Ursi.
Nonostante questo principio attivo sia utile in certi ambiti medici, in realtà è comunque rischioso per la pelle. Questo per via del fatto che l’arbutina viene convertita in idrossichinone dal corpo umano, una sostanza molto tossica per l’uomo.
Molti prodotti per lo sbiancamento contengono anche mercurio: un agente sbiancante che sa come dimostrarsi molto efficace sulla pelle, ma anche altrettanto pericoloso. Il mercurio è infatti responsabile di problemi quali l’insufficienza epatica e renale, l’avvelenamento e persino il cancro.
Per questo motivo, non dovresti mai selezionare una crema con una percentuale di mercurio al suo interno. Purtroppo, spesso nei saloni di bellezza vengono impiegati dei prodotti contenenti questo pericoloso agente.
- Acido cogico
L’acido cogico (o acido kojico) è famoso per essere una delle sostanze dalle più elevate proprietà schiarenti. Non a caso viene spesso utilizzato nel settore della cosmesi, e questo include anche la formulazione delle creme per lo sbiancamento dell’ano.
Si tratta di un acido organico derivato da un’ampia varietà di funghi, in particolare dall’Aspergillus Oryzae o Koji (dal quale prende appunto il nome). Anche in questo caso si parla di una sostanza efficace per la riduzione dell’attività dell’enzima tirosinasi.
Di contro, si tratta anche di uno dei prodotti più rischiosi per quanto concerne le reazioni allergiche. Fra le altre cose, l’acido cogico viene anche incluso nella lista degli elementi cancerogeni di categoria 2: ciò vuol dire che si pensa possa portare il cancro, anche se non vi è l’assoluta certezza di questo.
- Acido azelaico
L’acido azelaico è un prodotto naturale, spesso utilizzato nelle creme per lo sbiancamento, in combinazione con altri elementi quali l’estratto di aloe vera o l’acido ascorbico.
Qui è bene chiarire che l’acido azelaico non è di per sé pericoloso: di solito non provoca alcun tipo di problema, e poi va detto che ha un effetto schiarente abbastanza moderato, per via della sua delicatezza.
Purtroppo, però, esistono persone che possono essere allergiche a questo acido: ciò vuol dire che non può essere considerato sicuro al 100%, sebbene si parli di una situazione molto diversa rispetto agli altri elementi in elenco.
Nello specifico, in caso di pelle sensibile o di possibile allergia, l’acido azelaico può causare irritazione della cute, bruciori diffusi, prurito e secchezza della pelle.
Sbiancamento laser e criogenia
In questo articolo ti abbiamo esposto tutti i pericoli dello sbiancamento anale effettuato con i prodotti a base chimica. Ad ogni modo, è il caso di sottolineare che anche alcuni trattamenti clinici potrebbero comportare non pochi problemi. Si parla del trattamento laser sbiancante e di quello criogenico, che possono provocare iper-pigmentazione, dolore, cicatrici permanenti e comparsa di chiazze cutanee.
Fra l’altro, è bene specificare che lo sbiancamento anale (anche quello clinico) non è un evento da fare una sola volta. Questo perché la produzione di melanina riprenderà regolarmente, una volta rigenerato l’enzima della tirosinasi.
Per questo motivo, i trattamenti vengono spesso ripetuti a distanza di mesi: se ciò avviene con i prodotti chimici, non si fa altro che aumentare ancor di più i rischi derivanti dalle sostanze elencate oggi.
Ecco perché il consiglio è di usare le creme totalmente a base di estratti naturali sapendo bene come funziona lo sbinacamento anale , e di farlo stando comunque attenti ad eventuali reazioni allergiche.
Al contrario, i prodotti con elementi chimici andrebbero sempre evitati, e con essi i saloni di bellezza che si occupano di sbiancamento anale. I rischi potenziali, in quanto ad infezioni e infiammazioni, sono davvero elevati.